L’assassino di Marx: Diego Fusaro

Uno spettro si aggira per i salotti televisivi e gli scaffali delle librerie: lo spettro di Diego Fusaro. Non certo uno spiritello di quelli dispettosi che nascondono gli oggetti o sfiorano i vivi per farli rabbrividire. No. Piuttosto, per rifarci alla mitologia di Tolkien, Fusaro è un Nazgûl, uno Spettro dell’Anello, a cavallo di quelle Bestie Alate i cui versi fanno attorcigliare le budella e desiderare di non essere mai nati; uno spettro che non può esser tenuto lontano appendendo qualche testa d’aglio alla finestra, bensì gettando l’Anello nel Monte Fato o, tutt’al più, assumendo un team di ghostbusters.

Ma, al di là di questa sua natura ectoplasmatica, cos’è che lo rende fastidioso a tal punto?

Negli anni, il nostro amico si è reso protagonista di una scalata vertiginosa verso l’olimpo della visibilità, diventando voce “autorevole” di alcune testate di “informazione” e ospite, più o meno fisso, di trasmissioni in onda durante la fascia protetta e che, almeno in teoria, dovrebbero fare un minimo di attenzione ai contenuti che propongono.

In questa decennale epifania fusariana, ciò che, più di tutto il resto, si è imposto all’attenzione collettiva, è l’assoluta “originalità” con cui il filosofo di Torino interpreta il pensiero di Marx: tutte le opere di questo, infatti, Fusaro le ha probabimente lette e studiate a testa in giù, con i piedi legati al soffitto ed eccessivi flussi di sangue a premere sul cervello, magari con una spessa benda sugli occhi e delle cuffie a sparargli nelle orecchie “faccetta nera” a volume oltremodo alto. Un metodo sicuramente rivoluzionario, non si può che dargliene merito.

E uno dei prodotti più alti di questo metodo pioneristico è sicuramente la sua interpretazione del fenomeno migratorio – piccola premessa: da qualche tempo Fusaro collabora con Il Primato Nazionale, organo di informazione dei chierichetti di Casapound -. Nel corso di una puntata de L’aria che tira, infatti, egli precisa che essere di sinistra non significa necessariamente essere a favore dell’immigrazione, “Marx e Gramsci docunt” dice lui – nota a margine: in latino, la terza persona plurale di docere (insegnare), all’indicativo è docent e non docunt, ma vabbè -. Andiamo allora a vedere cosa docebat Marx in merito. Per farlo, consultiamo la turboinflazionata lettera che questo scrisse a Meyer e Vogt nell’Aprile del 1870, lettera in cui, tra le altre cose, tratta della questione irlandese. Si legge: “In tutti i centri industriali e commerciali dell’Inghilterra vi è adesso una classe operaia divisa in due campi ostili, proletari inglesi e proletari irlandesi. L’operaio comune inglese odia l’operaio irlandese come un concorrente che comprime il tenore di vita. Egli si sente di fronte a quest’ultimo come parte della nazione dominante e proprio per questo si trasforma in strumento dei suoi aristocratici e capitalisti contro l’Irlanda, consolidando in tal modo il loro dominio su se stesso. L’operaio inglese nutre pregiudizi religiosi, sociali e nazionali verso quello irlandese. Egli si comporta all’incirca come i bianchi poveri verso i negri negli Stati un tempo schiavisti dell’unione americana. L’irlandese lo ripaga con gli interessi della stessa moneta. Egli vede nell’operaio inglese il corresponsabile e lo strumento idiota del dominio inglese sull’Irlanda.

Benissimo: le masse di forza lavoro, in movimento da un paese all’altro, creano le condizioni per l’abbattimento dei costi dei salari dei lavoratori autoctoni. Ma Marx continua: “Questo antagonismo viene alimentato artificialmente e accresciuto dalla stampa, dal pulpito, dai giornali umoristici, insomma con tutti i mezzi a disposizione delle classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell’impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. Esso è il segreto della conservazione del potere da parte della classe capitalistica. E quest’ultima lo sa benissimo.” L’antagonismo, quindi, è creato appositamente per distogliere l’attenzione dalle vere cause e sedare, sul nascere, l’unione internazionale dei lavoratori contro il modello economico vigente. Checché ne dica il buon Fusaro, Marx non ha criticato “spietatamente l’immigrazione degli irlandesi in Inghilterra dicendo che andava contro la classe lavoratrice inglese”; piuttosto, Marx ha analizzato il fenomeno migratorio come un derivato dei rapporti economici e di potere tra gli Stati, senza mai porgere il fianco a politiche di chiusura e concernenti la creazione di ulteriori muri, cosa che invece fa il suo “discepolo” di Torino, in perfetta sintonia con i nuovi compagni di giochi tartarugati.

In sostanza, Fusaro sta a Marx come una banana alla pasta e fagioli. E ciò è ancor più evidente se si considera ciò che questo dice, nel corso della stessa puntata de L’aria che tira, subito dopo lo sproloquio sull’immigrazione: riallacciandosi al tema della legittima difesa, auspica un ulteriore rafforzamento delle milizie dello “Stato sovrano nazionale” contro una fantomatica aggressione portata avanti attraverso riforme come la liberalizzazione della difesa individuale, aggressione orchestrata – udite, udite! – contro lo Stato come ente etico. A questo punto è facile immaginare Marx preda di convulsioni con tanto di schiuma che fuoriesce dalla bocca e capillari del viso scoppiati. Lo “Stato come ente etico” riecheggia le formulazioni di un Hegel mai così reazionario e in linea con ciò con cui Marx si è sempre scornato: in Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, infatti, l’idea di uno Stato etico è derubricata a mera illusione e a niente più che il riproporsi della “religione della proprietà privata”. Povero Karl!

Ma l’automa di Torino – avete fatto caso all’incedere robotico delle sue esposizioni? – non poteva certo far mancare, all’interno del suo repertorio, una sfumatura complottista. È degli ultimi giorni del 2018 una vera e propria perla, degna della medaglia al valore civile: in un video, infatti, prova a dare una spiegazione al fatto che l’Italia, per il momento, non ha subito attentati terroristici come nel resto d’Europa. Le tesi sono due.

La prima è che gli attentati sono un mezzo per riportare ordine e disciplina in periodi di proteste particolarmente accese e, a riguardo, fa l‘esempio dell’attentato di Nizza del 2016, momento in cui il “popolo gallico” protestava contro la “Loi Travail”, e di quello di Strasburgo del Dicembre 2018, “casualmente” concomitante con le sollevazioni dei Gilet Gialli; in Italia, Jobs Act e affini sono passati senza particolari sconvolgimenti di piazza, di conseguenza non ci sarebbe alcun ordine da ristabilire attraverso l’utilizzo di attentati terroristici.

La seconda tesi è più articolata e con un retrogusto geopolitico: l’Italia costituirebbe “un corridoio che mette in collegamento il Mediterraneo tutto con il resto d’Europa” ed è necessario che rimanga liberamente attraversabile da chiunque – a quale scopo? Fusaro non lo dice chiaramente ma lo lascia intendere. Sentite anche voi puzza di Kalergi? -. Un attentato sul suolo italico costringerebbe al rafforzamento dei controlli e delle misure di sicurezza e ciò sarebbe un ostacolo per l’”invasione pianificata” – è bene ricordare che, al tempo del video, Salvini era Ministro dell’Interno già da sei mesi, ma andiamo oltre -.

Ma la risposta al quesito che si pone il buon Diego è stata già fornita tempo fa ed è di natura squisitamente sociologica: in Italia, infatti, ci sono molti meno immigrati di seconda e terza generazione ossia quelli più facilmente assimilabili dal radicalismo religioso a causa di condizioni materiali precarie protrattesi nei decenni. Nessun corridoio, quindi, nessun oscuro piano di sostituzione etnica e culturale. Soltanto l’ennesima conferma della validità di una lettura materialistica del reale, arte che Fusaro dovrebbe padroneggiare ma che, proprio per aver studiato Marx bendato e a testa in giù, in realtà non ha mai capito. Di nuovo: povero Karl!

Se dovessimo elencare tutte le “gioie” che il turbofilosofo ci ha regalato non basterebbe un’enciclopedia. Limitiamoci, perciò, a mandare un pensiero al plusfrainteso Marx che, oltre a esser stato mangiatore di bambini, satanista e massone, da oggi, grazie a Fusaro, è anche una macchietta sovranista, il presidente onorario del team internazionale “Rossobruni riuniti”.

Ancora, e per l’ultima volta, povero Karl!