Streghe e paPillon. Verso l’8 Marzo

Son tempi bui, bui al punto che se, passeggiando per la strada, si chiede a qualcuno “In che anno siamo?”, questo, con convinzione, risponderà: “Mille e quattro, quasi mille e cinque”. E forse ha ragione! Di indizi ce ne sono diversi: dagli escrementi dei poveri cavalli che trainano le botticelle per il centro di Roma, ai vademecum per sconfiggere il “maligno”, fino al ripresentarsi di usanze estetiche come il papillon. Quest’ultimo, infatti, vede la sua prima apparizione sulle uniformi dei mercenari croati utilizzate durante la Guerra dei trent’anni, nel XVII secolo. È quindi perfettamente in sintonia con lo spirito di un tempo in cui, seppur in maniera folkloristica, si continua a dire al negro: “Ricordati che devi morire!”, magari disegnando qualche svastica sui muri della sua abitazione.

Epoca che vai, usanza che trovi.

Pare, però, ed è una scoperta fresca fresca, che questo orpello estetico conferisca dei poteri fuori dal comune, dei poteri quasi magici, anche se di magia non si può parlare, pena il rogo immediato. Uno di questi, forse il maggiore, è il potere di fracassare le ovaie. Campione della disciplina è Simone Pillon, sorta di Enzo Miccio supermacho, ultracattolico e orgogliosamente etero – perché, esistono altri orientamenti? -, senatore leghista, primo firmatario del decreto legge che porta il suo nome e che punta a introdurre modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei e delle minori.

Oh, finalmente una bella ventata maschilista che, a esser sinceri, un po’ mancava – Adinolfi chi? -.

Il Ddl Pillon, infatti, punta a stravolgere l’attuale regolamentazione degli ambiti sopracitati, introducendo elementi palesemente discriminanti verso una delle due figure genitoriali – indovinate quale? -. Dalla complicazione e maggiore onerosità delle procedure di divorzio, alla rigida spartizione delle spese e del tempo che la prole deve passare con i due genitori, all’introduzione della figura di un mediatore privato a pagamento in casi di separazione (anche laddove le cause sono violenze e abusi), il tutto condito da una spruzzata di pseudo-scienza riconducibile all’esistenza di una fantomatica sindrome da alienazione parentale, prodotto dell’influenza di uno dei genitori sui figli e le figlie e finalizzata al discredito dell’altro coniuge, mai menzionata, tra l’altro, dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) né dall’APA (American Psychological Association). Insomma, una specie di dichiarazione di guerra alla figura genitoriale economicamente più svantaggiata che, nella stragrande maggioranza dei casi, è la madre. Circoscrivendo la questione al solo gap salariale, ad esempio, emerge che le donne, a parità di mansioni, guadagnino circa il 23% in meno degli uomini . Non è certo un caso che, per stessa ammissione di paPillon, il decreto legge sia stato scritto assieme alle associazioni dei padri separati.

Ma il supereroe col cravattino non affoga certo nella solitudine.

Si narra che in quel di Verona, nell’Ottobre scorso, il consiglio comunale abbia votato una mozione per finanziare le associazioni cattoliche che fanno del contrasto all’interruzione di gravidanza la loro ragion d’essere. In poche parole, si è registrato l’ennesimo attacco alla legge 194. I voti decisivi non sono arrivati soltanto dalle fazioni politiche prevedibilmente a favore della mozione ma anche dall’ala che si vorrebbe più progressista e attenta alla salvaguardia dei diritti civili: la capogruppo del PD Carla Padovani, infatti, si è schierata coi “compagni” antiabortisti, dichiarando di aver votato “secondo coscienza”.

Chissà come ribollono di rabbia i pentoloni delle streghe favorevoli all’aborto!

Di qualche giorno fa, invece, è la proposta dell’amato Salvini per la riapertura delle case chiuse. Insomma, se proprio avete tutta questa voglia di prostituirvi, perlomeno fatelo in maniera legale, con tanto di partita Iva e ben lontane dal suscitare qualsivoglia sentimento contrastante in chi, di solito, vi incontra per le strade di periferia, magari al gelo, seminude. D’altronde si sa: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Oltreoceano la situazione non è migliore. Trump ha da poco annunciato che le organizzazioni sanitarie che forniscono informazioni sulle modalità e sui luoghi in cui si pratica l’aborto non riceveranno più alcun finanziamento federale, rischiando, in questo modo, di far ingigantire il fenomeno degli aborti clandestini che si sono rivelati tutt’altro che sicuri per chi vi si sottopone.

Medioevo welcome back! A quando i roghi in pubblica piazza per il reato di eresia? Sai che spettacolo pirotecnico!

Nell’attesa che un’epidemia di peste si ripresenti e venga indetta una nuova crociata, le streghe, comunque, si organizzano e l’8 Marzo sciopereranno in tutto il mondo, interrompendoogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita”. E se non frega nulla del fatto che una donna su tre, nella propria vita, è stata vittima di abusi e violenze; se poco importa che continui a esistere un grosso gap salariale a parità di mansioni; se l’ultimo dei pensieri è riconoscere un valore economico al lavoro domestico; se, comunque, si vuole continuare a ignorare l’ascesa di ventate reazionarie contrarie all’esistenza libera di donne, lesbiche e trans*, che almeno si difenda il sacrosanto diritto alla stregoneria. Chi non ha bisogno, ogni tanto, di una piccola fattura?