Congresso Mondiale delle Famiglie: una fiera medievale

Abbiamo appena scoperto che il Congresso Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Verona dal 29 al 31 Marzo, non è uno scherzo, che non c’è Giacomo Ciccio Valenti dietro la telecamera, che nessuno spunterà all’improvviso gridando “Scherzi a parte!”. E noi già a immaginarci questo revival duecentesco fatto di costumi a tema e strimpellatori di liuto, di giullari di corte e macchine della tortura. Che delusione! Hanno sempre un certo fascino le fiere medievali.

E che non è uno scherzo lo si è intuito dalla caratura degli ospiti, in particolare dalla presenza di importanti personalità della scena politica italiana: si va dal Ministro degli Interni Salvini a quello per la Famiglia e la Disabilità Fontana, da quello della Pubblica Istruzione Bussetti al governatore del Veneto Zaia, fino a Giorgia Meloni e, ovviamente, al sindaco di Verona Sboarina – Pillon neanche lo nominiamo -. Un parterre de roi, insomma.

Ma per comprendere appieno il livello dell’evento, diamo uno sguardo ai trascorsi dei partecipanti, per capire quali meriti abbiano accumulato per garantirsi un posto in prima fila.

Salvini si presenta da sé. Storiche sono le sue lotte contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso che, a detta sua, scimmiotterebbe quello “naturale” tra uomo e donna. Per di più, da quando è al governo con i 5 Stelle, uno dei suoi primi provvedimenti è stato quello di ripristinare le definizioni di “madre” e “padre”, al posto di “genitore 1” e “genitore 2”, sui moduli per la carta d’identità elettronica presenti sul sito del Ministero dell’Interno. Per finire, uno dei suoi obbiettivi è quello di introdurre il concetto di quoziente familiare in modo da premiare la natalità – la “tassa sul celibato” vi ricorda niente? –.

Lorenzo Fontana, Ministro per la Famiglia e la Disabilità ed ex vicesindaco di Verona, non è certo da meno. “La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo” diceva un po’ di tempo fa. E ancora: “Da un lato l’indebolimento della famiglia, la lotta per i matrimoni gay unita alla teoria gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo insieme alla contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero, sono tutti fattori che mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni”. Fontana è, in poche parole, un integralista cattolico antiabortista e omofobo. Non stupisce che il suo faro ideologico sia la Russia di Putin, definita il “riferimento per chi crede in un modello identitario di società”. Peccato che la Russia non rappresenti proprio il fior fior del progressismo in fatto di generi e diritti delle donne. È del 2017, ad esempio, una legge che depenalizza la violenza domestica commessa da parenti stretti, cosa che ha fatto impennare gli episodi di violenza nei confronti delle donne; per di più, la Cecenia è forse il luogo meno sicuro per le persone LGBTQI viste le continue persecuzioni e violazioni dei diritti umani .

Passiamo al Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti. Di lui torna alla memoria soprattutto quella sparata sui fondi pubblici da destinare al sud Italia per colmare il gap con il nord: “Più sacrificio, più lavoro, più impegno. Vi dovete impegnare forte” aveva detto, da buon leghista. C’è poi la storia del famigerato “questionario gender”, punta dell’iceberg di un’ideologia “omosessualista e omosessualizzante” – scorgete anche voi degli echi fusariani? – e che ha fatto andare su tutte le furie il caro Pillon, sempre in prima linea nella difesa dei bambini da ideologie devianti come quella promulgata dalle “lobby gay”. Il questionario, da sottoporre agli studenti umbri delle classi terza media e quarta superiore, poneva alcuni quesiti sul rapporto con l’omosessualità e gli\le omosessuali ma anche su altro, ad esempio sul ruolo della donna nella società. Non sia mai che i ragazzi e le ragazze si pongano simili problemi! Bussetti, dietro pressione di diverse associazioni cattoliche e dello stesso Pillon, ha prontamente bloccato la diffusione del questionario.

Ci sono poi Luca Zaia, governatore del Veneto, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, e Federico Sboarina, sindaco di Verona, tutti personaggi il cui quoziente intellettivo è paragonabile a quello di un sasso frantumato. Il primo dichiara di non essere omofobo ma strenuo difensore della famiglia naturale, quella formata da un padre e una madre – chissà quali labirinti logici attraversano la sua scatola cranica per arrivare a contraddirsi in questa maniera -. Anche la seconda afferma di partecipare al Congresso Mondiale delle Famiglie per difendere la famiglia tradizionale; peccato che è lei stessa esempio del contrario, avendo generato una figlia al di fuori del matrimonio – peccato mortale! Che questa cosa della famiglia naturale non sia altro che un escamotage elettorale per attrarre chi ragiona secondo tradizione e identità? -. Federico Sboarina è saltato agli onori delle cronache per la mozione approvata, nell’Ottobre scorso, dal suo consiglio comunale, mozione che prevede un finanziamento alle associazioni cattoliche che si oppongono all’interruzione di gravidanza. Un antiabortista coi fiocchi, insomma. Ciò ha scatenato la giusta protesta degli ambienti femministi che vedono ancora una volta sotto attacco la legge 194  del Maggio ’78 ovvero quella che norma l’interruzione volontaria di gravidanza.

Anche il Papa non si è lasciato sfuggire l’occasione di lanciare un assist al Congresso imminente. È di qualche giorno fa, infatti, la sua dichiarazione sull’insostituibilità del disegno tracciato da Dio per la famiglia, un disegno che ovviamente non prevede sataniche deviazioni dall’unione di un uomo e una donna. Quanto progressismo in una volta sola!

C’è da aspettarsi davvero tanto da un meeting così esclusivo, in particolare per la profondità degli argomenti trattati, al cui vertice sta “La bellezza del matrimonio”. Di quale matrimonio parlano? Di quello in cui il marito massacra di botte la moglie e, spesso, anche i figli? Di quello in cui ogni faccenda domestica è “privilegio” femminile? Di quale matrimonio parlano?