Abbassiamo i toni!

Ma sì, in fondo che senso ha creare una polemica per ogni cosa, che senso ha guastarsi le giornate perché qualcuno espone il suo personalissimo pensiero, anche se questo pensiero è violento e discriminatorio? Non è forse la pluralità di opinioni l’essenza della democrazia? Quindi abbassiamo i toni, cerchiamo di capire le richieste dell’altro senza urlargli contro, arricchiamo il nostro quotidiano di posizioni nuove e insolite, anche quando rasentano la follia e sembrano allontanarsi persino dall’ultimo dei criteri di oggettività.

Ad esempio, ascoltiamo cosa è stato detto a Verona in occasione del Congresso Mondiale delle Famiglie, magari possiamo trarne qualche spunto per un’elevazione spirituale di questa civiltà al collasso. Ascoltiamo Igor Dodon, presidente moldavo più volte protagonista di sparate omofobe, oppure qualche militante di Forza Nuova o, ancora, Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità di un paese in cui le persecuzioni contro la comunità LGBTQI sono all’ordine del giorno (la Russia). Non è forse anche loro il diritto alla libertà d’espressione?

E poi cos’è questa storia che la donna vuole emanciparsi, che non vuole più essere confinata tra le quattro mura domestiche per badare alla prole e riprodurre la forza lavorativa del marito lavoratore – allarme: linguaggio veterocomunista, correggere immediatamente! -? Non è già abbastanza che, su 71 relatori del Congresso, 21, ovvero meno di un terzo, fossero donne? Cercate di capire: se ne avessero invitate di più si sarebbe registrato un picco ormonale che avrebbe reso impossibile lavorare – e se qualcuna di loro fosse stata in quel “periodo del mese”? Come sarebbe stata gestita la sicurezza nazionale? -. Lasciamo cuocere nel loro brodo quelle femministe “isteriche” giunte a Verona per protestare contro lo svolgimento dell’evento, con quella fissa sessantottina “il corpo è mio e me lo gestisco io!”. Il vostro corpo è della Patria e la Patria, lo dice la parola stessa, è dei Padri, dei Maschi, mettetevi l’anima in pace!

E anche di quella storia dei ragazzini che hanno salvato i loro compagni e le loro compagne di classe, in fondo, perché dovrebbe importarci? Perché dovrebbe importarci della retorica stucchevole che ha seguito quell’evento, con Salvini che prima sfotte i “piccoli eroi” sul tema della cittadinanza e poi gli offre un bel gelato per ripulire la sua immagine di orco senza cuore? Che poi i protagonisti del salvataggio abbiano espresso il desiderio di diventare, un giorno, carabinieri è anche comprensibile. Dopotutto, non hanno ancora percezione del fatto che se, in futuro, non avranno abbastanza denaro per pagare la mensilità al padrone di casa, quegli stessi carabinieri li butteranno in mezzo alla strada, abbandonandoli al loro destino; oppure che se salterà loro per la testa di partecipare a una manifestazione di protesta – che so! – contro un G8, magari quegli stessi carabinieri potrebbero piantargli una pallottola nel viso (ogni riferimento a cose o persone realmente esistite è puramente casuale); oppure, ancora, che se avranno una smodata passione per l’ambiente e le biciclette, e decideranno di organizzare una critical mass in un’importante città italiana per sensibilizzare gli abitanti sul tema, di nuovo quei carabinieri li caricheranno rompendogli i manganelli sulla schiena. L’importante è far passare il messaggio che anche il figlio del migrante, ovvero del destabilizzatore sociale per eccellenza, di colui o colei che mina identità e tradizione, apprezza l’Ordine e la Disciplina e, in prima persona, si impegnerebbe per farli rispettare.

Non parliamo, poi, della favola del cambiamento climatico! Ha perfettamente ragione Trump: come può esistere il riscaldamento globale se a New York, in pochi giorni, muoiono 21 persone a causa di un freddo mai visto? Anzi, forse bisognerebbe scaldarlo ancor di più questo pianeta per evitare simili sciagure. Magari si potrebbe deforestare a un ritmo ancor più intenso l’Amazzonia così che, nel giro di pochi anni, non resterebbe che una macchiolina verde; oppure si potrebbe trivellare ancor più a fondo nel mare per trovare qualche giacimento petrolifero insperato; o, ancora, allevare più animali, perché  50 miliardi l’anno sono effettivamente pochi per poter parlare di genocidio. Tutto ciò con buona pace di quella mocciosetta svedese che ha colto la palla al balzo per marinare regolarmente la scuola. Vai a studiare, Greta, che bisogna al più presto inventare delle maschere per poter respirare dove l’aria è avvelenata! Non sei utile quando protesti e intralci il regolare svolgimento di questo quotidiano annichilente.

Abbassiamo i toni, quindi, perché non ha alcun senso urlare più degli altri, pretendere attenzione, imporre la propria linea. Salvaguardiamo l’ordine democratico costituito, perché siamo già nel migliore dei mondi possibili, oltre il quale non c’è che un nulla freddo e misterioso – ci manchi Voltaire! -. Abbassiamo i toni, potrebbe decisamente andare peggio di così. Ad esempio, potrebbe invaderci una specie aliena con l’intento di sterminarci tutti. In quel caso sì che sarebbe utile alzare un minimo la voce, quel tanto necessario da renderci, ad occhi extraterrestri, una specie effettivamente senziente.

Potrebbe andare peggio di così. Abbassiamo i toni.