[REALTÀ PER IMMAGINI] “L’ora d’aria” di Gloria Concutelli

Inauguriamo la rubrica Realtà per immagini, che si propone di raccontare le pieghe del reale attraverso alcuni scatti fotografici. Il primo contributo è “L’ora d’aria”, della fotografa, nonché fondatrice di Voci Sinistre, Gloria Concutelli, realizzato all’interno del Bioparco di Roma il 18 Giugno 2018 con una Nikon d3300 (Le immagini sono coperte da copyright)

La foto ritrae due esemplari di Macaco del Giappone, che solitamente abitano le foreste sempreverdi di alcune regioni dello stato insulare asiatico. È l’unico primate che vive in regioni cosi settentrionali.

In questo scatto troviamo due esemplari che, anziché vivere liberi nel loro habitat naturale, sono rinchiusi in un’area a imbuto di cemento completamente asettica e priva di piante, qui e là arricchita da corde e pezzi di legno che permettono loro di arrampicarsi.

Entrando nell’area, la prima cosa che si nota è un forte odore, la cui provenienza rimane ignota (è odore di escrementi o sono gli animali stessi a emanarlo?). Nell’imbuto abiteranno circa 100 individui, di cui meno della metà sono attivi. La maggior parte di loro vive in uno stato di depressione e tristezza, alcuni sembrano addirittura riflettere sulla propria condizione di reclusi, come mostra la foto seguente.

I più attivi sembrano essere gli esemplari più giovani, spesso intenti a giocare tra loro, mentre le madri non li perdono d’occhio un secondo.

Il resto dei macachi, però, appare sospeso. Per di più, si può notare come molti di loro siano malati: diverse aere del corpo sono prive di pelo, indice dello stato di reclusione e sovraffollamento che sono costretti a subire.

L’obbiettivo di questi scatti, in particolare dei primi due, inizialmente realizzati a colori e, in un secondo momento, post-prodotti in bianco e nero, è quello di trasmettere un messaggio chiaro: la malinconia e la tristezza di questi animali, rinchiusi forzatamente in un’area ristretta per tutta la durata della loro vita. L’immagine che questa tristezza e questa malinconia mi hanno istintivamente suscitato è quella di un carcere durate l’ora d’aria.