Disuguaglianza globale

Abbiamo tradotto questo interessante articolo dell’economista marxista Michael Roberts, apparso sul suo blog thenextrecession.wordpress.com lo scorso 8 Dicembre. I dati che espone non lasciano possibilità di replica a chi ancora tenta di difendere un modello produttivo che, sempre più rapidamente, ci sta portando al collasso sociale, economico e ambientale.


Negli ultimi quarant’anni, il mondo è diventato più diseguale dal punto di vista di redditi e ricchezza. Lo si evince dal World Inequality Report 2022, disponibile qui. Prodotto dal World Inequality Lab, guidato da Thomas Piketty e un gruppo di oltre cento analisti da tutto il mondo, il report espone i dati più completi e aggiornati riguardo i vari aspetti della disuguaglianza a livello mondiale: ricchezza globale, reddito, disparità di genere e ambientale.

Il report mostra come, nel 2021, “dopo trent’anni di globalizzazione commerciale e finanziaria, le disuguaglianze globali restano estremamente pronunciate… circa allo stesso modo di come erano al culmine dell’imperialismo occidentale di inizio ventesimo secolo.” Sebbene il World Inequality Report evidenzi come le disuguaglianze tra i paesi si siano ridotte dalla fine della Guerra Fredda (principalmente a causa del miglioramento degli standard di vita in Cina), esso afferma che le disparità sono aumentate all’interno della maggior parte dei paesi e, come conseguenza della pandemia, si sono addirittura aggravate.

La concentrazione mondiale della ricchezza personale è estrema. Come mostra il WIR, il 10% più ricco della popolazione adulta globale possiede circa il 60-80% della ricchezza, mentre la metà più povera detiene meno del 5%.

Risultato simile a quello di altri importanti sondaggi sulle disuguaglianze globali prodotti ogni anno dal Credit Suisse. Questo report mostra che l’1% degli adulti nel mondo possiede il 45% di tutta la ricchezza personale mentre circa tre miliardi di persone non hanno nulla. Le disparità di ricchezza sono più grandi di quelle di reddito – fatto di cui ho già trattato in precedenza.

Ma le disparità di reddito sono comunque molto alte. Il WIR evidenzia come il 10% più ricco della popolazione globale percepisca, attualmente, il 52% del reddito globale, paragonato all’appena 8% condiviso dalla metà più povera. In media, un individuo appartenente al 10% più ricco dal punto di vista della distribuzione globale dei redditi ha guadagnato $122,100 (£92,150) all’anno nel 2021, laddove un individuo appartenente alla metà più povera ha percepito appena $3,920 all’anno ovvero trenta volte meno!

Infatti, la parte di reddito al momento percepita dalla metà più povera della popolazione mondiale è circa la metà di quella del 1820, prima della grande separazione tra i paesi occidentali e le loro colonie. In altre parole, l’emergere dell’imperialismo come “stadio finale” del capitalismo ha generato una maggior disuguaglianza di reddito a livello globale. La quota di reddito personale detenuta dal 50% più povero della popolazione adulta mondiale, ossia circa tre miliardi di persone, è la metà di quanto era nel 1820! Alla faccia dello sviluppo uniforme e combinato dopo duecento anni di capitalismo.

Tornando alla ricchezza, il WIR evidenzia che mentre “i paesi sono diventati più ricchi – i governi sono diventati più poveri“. La ricchezza, sia finanziaria che reale, non è per nulla posseduta in maniera comune. “Negli scorsi quarant’anni, i paesi sono diventati sensibilmente più ricchi ma i governi hanno percorso la strada opposta. La quota di ricchezza detenuta da attori pubblici è vicina allo zero o in negativo nei paesi ricchi, il che significa che la totalità della ricchezza è in mani private.” Come autore principale del report, Lucas Chancel della Paris School of Economics, afferma: “Ciò di cui abbiamo bisogno per aumentare l’uguaglianza, combattere l’emergenza climatica e creare le condizioni per una buona vita per tutti è una ricchezza privata sufficiente e lusso pubblico, ma sta accadendo l’opposto.”

Nel ventunesimo secolo, la disuguaglianza di ricchezza è cresciuta sensibilmente. Infatti, la ricchezza delle cinquanta persone più ricche sul pianeta è aumentata annualmente del 9% tra il 1995 e il 2001, e quella dei cinquecento più ricchi del 7% l’anno. La ricchezza media è cresciuta di meno della metà di questo tasso ossia del 3,2% nello stesso periodo. Dal 1995, l’1% più ricco è entrato in possesso del 38% di tutta la ricchezza mondiale extra negli ultimi 25 anni, laddove il 50% più povero ha goduto di appena il 2%. L’aumento del cosiddetto gruppo di reddito della classe media rappresentato nel grafico sottostante è in buona parte causato dalla riduzione dei livelli di povertà in Cina.

Lo 0,01% più ricco della popolazione adulta ha incrementato la quota di ricchezza personale dal 7,5% nel 1995 all’11% di adesso. E i miliardari hanno aumentato la loro quota dall’1 al 3,5%.

Gli ultimi due anni di pandemia hanno soltanto accelerato questo processo. Nel corso delle prime ondate di Covid-19, la ricchezza globale dei miliardari è cresciuta di 3,7 trilioni di dollari. Secondo Chancel, questa somma è “pressoché uguale alla spesa totale annua impiegata per la sanità pubblica da parte di tutti i governi del mondo prima della pandemia – circa quattro trilioni di dollari.” (La spesa generale totale in salute era di 7,8 trilioni di dollari nel 2017, come dimostrato dal WHO). Ma nello stesso periodo, cento milioni di persone in più in tutto il mondo sono cadute in condizioni di estrema povertà a causa del Covid.

E sono i ricchi che producono la maggior quantità di emissioni (attraverso trasporti e viaggi) e raccolgono il massimo beneficio dai vaccini per prevenire malattia o morte.

Sia la pandemia di Covid-19 che il cambiamento climatico stanno incrementando la quota di ricchezza di chi è già ricco. Lucas Chancel afferma: “La disuguaglianza economica globale alimenta la crisi ecologica e rende più complicato affrontarla. È difficile credere di poter accelerare gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico senza una maggiore redistribuzione di redditi e ricchezza“. Tutte le agenzie internazionali che hanno a che fare con la lotta al cambiamento climatico e alla pandemia sono d’accordo con Chancel. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale del WHO, ha detto, in una sessione speciale della World Healt Assembly: “La sicurezza sanitaria globale è troppo importante per essere lasciata al caso, o alla buona volontà, o allo spostamento delle correnti geopolitiche, o agli interessi acquisiti di aziende e azionisti.” E la settimana scorsa, un gruppo di circa quaranta inviati speciali delle Nazioni Unite ha emesso una dichiarazione in cui afferma che “affrontare le crisi sanitarie in modo equo deve essere prioritario rispetto alla massimizzazione dei profitti da parte delle multinazionali e all’accaparramento dei vaccini da parte dei paesi ad alto reddito.”

Ma niente sarà fatto per fronteggiare queste disuguaglianze di ricchezza, reddito e salute.


L’articolo in lingua originale è disponibile qui